Sì, signori e signore, un altro glorioso giorno è giunto al termine. Mancano solo 3 (TRE!) giorni alla chiusura definitiva del punto vendita. Un’agonia lenta, quasi poetica. Tipo Titanic, ma con meno musica e più fastidi da smaltire.
Nel frattempo, colpo di scena: mi ha chiamata l’agenzia. Tensione. Suspense. L’azienda è interessata a me (ovviamente, chi non lo sarebbe?). Peccato che l’inquadramento proposto fosse qualcosa tra il ridicolo e il medievale, quindi ho gentilmente declinato. Anche no, grazie.
Valgo più di così. E questo, prima o poi, lo capiranno tutti. O forse no, ma nel dubbio io me lo ripeto.
E come se non bastasse, il gran finale: assemblea condominiale.
Plot twist: mio marito è stato eletto caposcala.
Già li vedo, poveri illusi… ignari, speranzosi… non sanno a cosa stanno andando incontro.
La buona notizia? È uscito indenne dalla solita guerriglia condominiale. Nessun livido, nessun verbale drammatico, solo uno sguardo stanco e quel sorriso da “non so ancora in che guaio mi sono cacciato”.
Ah, e per concludere in bellezza, nella foto trovate la triste mela che la mia nutrizionista mi ha dato per merenda.
Perché sì, nemmeno quello è andato bene. Un morso e ho capito che oggi era proprio da archiviare.
Alla prossima puntata del mio personalissimo reality. Spoiler: ci saranno altre risate amare, qualche vaffè mentale e i soliti colpi di scena.
E voi? Avete avuto anche voi giornate così surreali da sembrare scritte da uno sceneggiatore in crisi? Raccontatemi tutto nei commenti, che almeno ci facciamo due risate (amara, ma pur sempre risata).

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