Caro diario dell’anno sfigato,
eccoci a maggio, il quinto mese di questa maratona tragicomica chiamata “la mia vita nel 2025”. Non so più se ridere o iscrivermi a qualche reality, tipo “Sopravvivi se puoi – edizione falliti di successo”.
Dopo aver perso il lavoro (ciao stipendio fisso, mi manchi come il pane caldo la domenica mattina) e aver salutato pure i risparmi (grazie, fallimento aziendale, sei stato un vero compagno di sventure), pensavo ingenuamente: “Oh, peggio di così non può andare”.
E invece maggio ha detto: “Tieni birretta che te lo faccio vedere io il livello successivo.”
La mia macchina. La mia fidata, rumorosa, piena di graffi e bollette, ma mia macchina, ha deciso che no, oggi non si parte.
Non è che ha dato segni. No. È stata una cosa tipo ghosting automobilistico: ieri mi portava al lavoro con aria di sufficienza, oggi manco un “click”.
Accendo. Niente. Giro la chiave. Nulla. Apro il cofano. (Per fare cosa? Non lo so, guardare con disprezzo forse.) Lei lì, ferma, muta, come a dire:
“Anche io mi prendo un momento, ok?”
E io, con la dignità che ormai si è trasferita all’estero, ferma in mezzo al parcheggio, a fare finta di sapere cosa sto guardando sotto il cofano, mentre penso a quanti soldi non ho per aggiustarla. Ma che problema c’è, tanto non ho un lavoro dove andare!
È maggio, e mi ricorda che sono poverella, disoccupata e ora pure senza mezzo.
A giugno cosa farà, mi ruberà il Wi-Fi?
Non so più se sto vivendo un anno o partecipando a una candid camera divina. Mi aspetto che da un momento all’altro sbuchi qualcuno da dietro un cespuglio e urli: “SCHERZOOO!”
E invece no. È solo la vita che, evidentemente, ha deciso che quest’anno sono il bersaglio facile.
Ma sapete che vi dico? Continuate pure. Fatevi sotto, mesi maledetti. Io ci scrivo sopra, ci rido sopra, e se non mi resta altro, mi invento un business di meme sulla sfiga.
(Magari la macchina riparte se glielo dico.)
Lascia un commento