The Fashion Blonder (Family Version)

La vita è troppo corta per passare inosservati (Paris Hilton)

Di cosa ti lamenti di più?

Ok, ammettiamolo: ogni tanto una piccola lamentela ci scappa. Un “Ah, che giornata!” quando il caffè si rovescia sulla maglia, o un “Non ce la faccio più!” quando il cliente non capisce che il suo ordine non è ancora pronto. Ci sta, siamo esseri umani, dopo tutto. Ma c’è un limite, giusto?

Cosa succede quando, invece di risolvere il problema, ci si lascia travolgere dalla “magia” della lamentela perpetua? Ah, sì… niente! Anzi, diventa quasi un hobby. Un’arte raffinata, la lamento-therapy. Ogni frase è un’opera d’arte di negatività, ogni respiro è una sinfonia di “non ce la faccio più” e “come mi capisco”, e il bello è che sembra quasi che ci si vanti di quanto si sia infelici. Un po’ come dire: “Guardate quanto sono interessante, ho un’infinità di cose da lamentarmi!” È come un circo, ma senza il divertimento.

Eppure, per qualche motivo, sembra che siamo arrivati al punto in cui la lamentela è diventata la norma. Ma parliamo chiaro: lamentarsi non cambia nulla! Se qualcosa non va, che fai? Continui a girarci intorno con una faccia lunga come la luna, oppure provi a cambiare qualcosa? Ehi, io non sono qui per fare la “prova empatia”, sono qui per risolvere i problemi. Se una cosa non mi va, la cambio. Punto. O almeno ci provo, nel limite delle mie possibilità, perché ammettiamolo: chi ha il tempo per continuare a piangersi addosso? Ah, nessuno!

E magari qualcuno penserà che sto esagerando. Ma veramente, quante volte sentiamo “Eh, ma non posso fare nulla”, “Non ce la faccio più” e il classico “Perché io?”, come se tutte le risposte fossero già scritte da qualche parte nel grande manuale della vita? No, grazie. Non mi interessa essere una vittima della routine. Se qualcosa non mi va, lo cambio, lo risolvo, lo elimino, o almeno ci provo. L’unica cosa che odio più delle lamentele, è quando la gente si fa spazio nella vita con una “sofferenza” che non porta a nulla.

In conclusione, se la lamentela fosse un’arte, sarebbe la mia galleria personale. Ma preferisco, di gran lunga, prendere la tavolozza e cominciare a dipingere una realtà un po’ più interessante.


Una risposta a “Lamentarsi? No, Grazie!”

  1. Avatar Domenico Mortellaro
    Domenico Mortellaro

    Mi piace molto questa idea dell’essere vittima della routine.
    E penso a quanto questo stesso concetto per anni sia stata la meta-narrazione di una mia esistenza alternativa, quando decenni fa la blogosfera di spider ospitava una mia stanzetta.

    Routine.
    Pensare che adesso tutta una serie di manuali ci suggeriscono di strutturarne più di una, per le proprie serene giornate!

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