Qual è il tuo cibo di conforto?
Ci sono persone che, nei momenti di stress, fanno yoga.
Altre che meditano, respirano profondamente, si connettono con l’universo.
Io apro la dispensa.
Perché diciamolo: lo yoga è bellissimo, ma ha mai risolto davvero un attacco di nervosismo come una cucchiaiata di crema spalmabile al cioccolato direttamente dal barattolo? Esatto, nemmeno per sogno.
Il mio cibo di conforto? Qualsiasi cosa che contenga anche solo una vaghissima traccia di cioccolato.
Se è dolce e sa di cacao, finirà molto probabilmente nella mia bocca.
Brownie? Sì.
Biscotti con gocce di cioccolato? Sì.
Torta fondente? Sì.
Mousse, cioccolatini, gelato, crema, crostata, plumcake, budino…?
Firmerei un contratto a vita con ognuno di loro.
Non è fame, è emergenza emotiva. È un “oggi il mondo mi ha preso a schiaffi, quindi adesso mi merito almeno un bignè al cioccolato e il rispetto universale”.
E se qualcuno prova a farmi notare che “i dolci non risolvono i problemi”… beh, ne riparliamo quando avranno passato una giornata intera a lavorare, gestire tutto e tutti, mantenere la calma e pure sorridere.
Quindi sì, lo confesso: il cioccolato è il mio psicologo, il mio abbraccio e la mia rivincita personale contro le giornate storte.
E tu? Qual è il tuo cibo di conforto? (E non dirmi il finocchio crudo, che non ti credo.)
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